Wedding Planner o Assistente Personale?

Ho provato a cercare un modo gentile e diplomatico per passare un concetto semplice, ma non l’ho trovato.  Quindi, andrò giù diretta.

Un wedding planner NON è un assistente personale.

Finalmente l’ho detto.

Se per la maggior parte dei clienti – fortunatamente – la differenza è palese, qualcun altro sembra faticare a coglierla. Allora ho pensato fosse necessario provare a spiegarla. Perché per lavorare bene insieme è necessario il rispetto per il lavoro, per il ruolo e, soprattutto, per il tempo e per la vita degli altri.

Un wedding planner viene assunto per occuparsi dell’organizzazione di un matrimonio. Altre volte per occuparsi solo di alcuni aspetti di un matrimonio, quelli per cui viene pagato. Tutto il resto è cortesia e non va preteso, men che meno sollecitato. Poi c’è la fuffa venduta on line, da wedding planner che sperano di vendersi a botta di cuoricini e – falsa – disponibilità.

Si tratta di un professionista che lavora “anche” per te. Non “solo” per te.

Non sarà sempre possibile piombare in ufficio dal wedding planner quando ti pare, richiedere una cosa “entro stasera” né pretendere di essere raggiunti subito nel negozio di scarpe – a decine di km –  in cui hai ne hai appena visto uno delizioso che potrebbe star bene con il tuo abito da sposa. Purtroppo, un wedding planner non è né la tua segretaria né il tuo assistente personale. Il che è un bene, altrimenti dovresti occuparti di pagargli uno stipendio, altro che parcella!

Un wedding planner sa come e quando fare certe cose, ed è perfettamente in grado di programmare le sue scadenze, garantendo un ottimo servizio a tutti i suoi clienti. Quando decidi che una cosa va fatta “entro stasera” – e non era previsto che lo fosse – ha due opzioni: farlo da te, oppure aspettare. Certamente non puoi pretendere che mandi via i clienti con cui è seduto quando comunichi la tua nuova scadenza, che accantoni il progetto a cui era previsto che lavorasse in quel momento o, peggio, che pianti in asso la sposa alla quale sta sistemando il velo perché TU-VUOI-ALTRI-PREVENTIVI-ORA.

Il mio approccio

Quando mi assumete per un “matrimonio semplice”, metto sempre bene in chiaro di cosa mi occuperò, con quali scadenze e a che prezzo. La parcella del mio servizio di wedding planning di base è chiara e pubblica perché, per trasparenza, ho scelto di renderla consultabile anche sul mio sito (la trovi qui). Naturalmente sarà sempre possibile aggiungere qualche ora di incontro e servizi extra perché, naturalmente, né io né tu possiamo sapere precisamente di cosa avrai bisogno già all’inizio dei preparativi. Ma non sarebbe corretto cercare sempre di estorcere qualche extra non preventivato dando per scontato che sia incluso. Non lo è.

Un piccolo esempio? Quando andate al ristorante e ordinate un secondo non vi aspettate che vi servano anche antipasto e primo piatto. Se avete scelto un menu completo all inclusive molto probabilmente non potrete modificare né aggiungere alcuna portata e pagherete comunque lo stesso importo anche se non mangiate qualcosa…trovate limitazioni persino con gli all you can eat! Con i servizi funziona allo stesso modo.

Il che significa che se il matrimonio si rivela molto più complesso, o decidete in un secondo momento di organizzare una “piccola festa” per la promessa di matrimonio, o un “cocktail di benvenuto – ma niente di grosso” il giorno prima per gli ospiti che vengono da fuori, o altre cose di cui non abbiamo parlato e che non sono state discusse in preventivo, non solo non sono obbligata ad occuparmene ma, soprattutto, non sarà incluso nell’onorario concordato.

Sono una persona disponibile, e adoro rendere più semplice la vita degli altri. Davvero. Ciò però non significa che diventerò il catalizzatore di ogni aspetto stressante della vita dei miei clienti. Sono gentile e mi affeziono davvero ad ognuno di voi, ma sono un’imprenditrice. Devo gestire il mio tempo – e, soprattutto, i miei appuntamenti – in modo da poterci pagare il mutuo, le bollette, e la mia vita arrivando a fine mese. Quindi non prendetela a male se rifiuto di “vederci per fare due chiacchiere davanti a un caffè”. I nostri appuntamenti sono scadenziati per permettere a tutti i clienti la medesima attenzione. E il tempo libero, per tutti, (soprattutto quando è così poco) è dedicato agli affetti.

La manodopera, inoltre, come il tempo, non è gratis. Quando acquistate da sole tutte quelle deliziose cosine per cimentarvi in progetti DIY, poi non portatele a me per farvele allestire “perché sono più brava”. Certo che sono più brava, è il mio lavoro e per questo non lo faccio gratis. Se acquistate le bomboniere per vostro conto, non potete aspettarvi che mi faccia carico di andarle a ritirare, tenermele a deposito per un paio di mesi e, magari, confezionarle per poi farvele trovare in location gratis. Non vi accompagnerò dai miei fornitori per farvi acquistare roba all’ingrosso – con la mia partita iva!

Perché questo post?

Spero che questo post possa essere utile, non solo alle spose alle quali a vote, in assoluta buona fede, può scappare qualche richiesta fuori luogo. Ma anche e soprattutto alle wedding planner agli esordi, che non hanno ancora sviluppato la sicurezza necessaria a dire di no e che troppo spesso si trovano a svolgere mansioni che non sono di propria competenza cedendo a impliciti ricatti.

A breve sarà comunicata una succosa novità per voi aspiranti wedding planner (intanto potete prenotarvi per ricevere info sulla mia prossima classe)