Da cosa è dato il prezzo dei prodotti creativi e artigianali legati al matrimonio?

Partecipazioni, coordinati, bomboniere, segnaposto, tableau vi sembrano prodotti costosi?

Prima di etichettare un professionista come “costoso”, o di definire un prodotto “caro” (fermo restando che ovviamente alcuni lo sono davvero!), vi siete chiesti per cosa esattamente state pagando?

parte di una suite grafica realizzata per una mia splendida sposa: Packaging bomboniera, lettera d’amore, centostelle per stellata, partecipazione, pack pochette con ballerine per il party, libretto messa speciale


Sul discorso dell’attribuzione di valore alla creatività si potrebbero scrivere dei trattati, e non c’è giorno in cui un creativo, un artista, un free lance non tenti di lanciare un messaggio di sensibilizzazione (ricordate la campagna, diventata subito virale, #coglioneno?).

Essendo una wedding planner, sono una professionista creativa free lance specializzata in organizzazione di matrimoni, ed affronterò il tema dell’analisi dei prezzi cercando di essere specifica in merito al mio campo, che è quello che ovviamente conosco meglio.

Prezzo di partecipazioni, bomboniere & co: per cosa pagate?

Ai miei esordi come wedding planner mi è capitato di trovare qualche difficoltà ad attribuire un valore economico al mio lavoro e, a volte, questa lacuna mi si è ritorta contro. Impiegavo ore ed ore del mio tempo a studiare, ideare, provare, realizzare prodotti di ogni genere per i miei clienti alcuni dei quali (non senza cercare di approfittarsene un po’), se ne uscivano con il classico “e se il materiale te lo fornisco io?”. Da free lance inesperta questa affermazione mi spiazzava, mi irrigidiva, mi offendeva e mi innervosiva ma, ahimè, al cliente non sapevo dire di no e mi mancavano l’esperienza e il pelo sullo stomaco per replicare che questa pretesa sminuiva il valore della mia professionalità, delle mie ricerche, del mio studio, della mia formazione, della mia manualità, dei miei strumenti, delle mie attrezzature e, non ultimo, del mio tempo.

Questo, ad esempio, è un tableau, E’ chiaro che il suo valore non sia dato solo dal cartoncino, seppur pregiato, con il quale sono state realizzate le cards.

Un professionista è un lavoratore. Un lavoratore che deve potersi mantenere con il suo lavoro.
Ciò significa che oltre alle spese, per ogni lavoro, deve esistere un guadagno.
Ed è assurdo doversi trovare puntualmente a sottolineare questo punto, come se fosse necessaria una giustificazione per essersi attribuiti un giusto guadagno a fronte dell’esecuzione di un compito.

Ecco allora, una giustificazione. Un wedding planner è una persona con delle necessità: mangia, dorme e paga le bollette. Come tutti.

Se vi rivolgete a qualcuno per affidargli un lavoro è perché a conti fatti voi non volete/non potete/non sapete farlo da soli. Il tempo e la competenza di chi è in grado di aiutarvi non è gratis, così come non è gratis (o, almeno, non dovrebbe esserlo) il vostro.

Ad esempio, realizzare un libretto messa speciale come questo in foto, un vero e proprio libricino di 100 pagine, con una raccolta di poesie inedita alla fine della sezione dedicata alla Messa, è un’idea splendida, che bisogna saper realizzare. Non basta fare copia e incolla di poesie via web (operazione che pure richiederebbe un discreto tempo), ma bisogna saperle selezionare, impaginarle rispettando le regole editoriali, organizzarle in un indice ben fatto e padroneggiare un programma di elaborazione grafica per garantire anche un’ottima resa estetica. Secondo voi, qual è il valore di un prodotto del genere, completamente personalizzato?
Meno di quanto pensate, ma sicuramente un po’ di più del classico libretto messa in cartaccia da 16 pagine.
Per saperne di più visitate il mio sito dedicato alla cancelleria nuziale http://www.ideepartecipazioni.it o scrivermi a info@danilaolivetti.it

Le spese, inoltre, non sono solo quelle “fisiche”, il “materiale”che alcuni clienti pretendono di fornire per ottenere un non so quale risparmio sul prezzo complessivo.

Non si tratta solo di “carta” per le partecipazioni e per le suite grafiche. Non si tratta solo di scatoline, nastri, confetti e oggettini vari.

Esistono costi di stampa (prezzo della stampante e del toner, della tipografia), costi di segreteria (tutte le mail e i messaggi che ci si scambia prima e durante il lavoro), costi di materiali e di strumenti extra, deperibili, da acquistare e sostituire spesso (ad esempio pistola per colla a caldo e colla, eventuali plotter da taglio e altri macchinari), telefono, internet e costi di trasferta per ricercare, creare, personalizzare e andare in giro a cercare il meglio da proporvi, molto tempo, tasse, formazione e continuo aggiornamento. Questi ultimi punti in particolare sono troppo spesso sottovalutati.

Prima di essere in grado di realizzare un prodotto vendibile (che non sappia di hobbista) o di prestare un servizio davvero valido per il cliente, si presuppone che un professionista abbia studiato e che, per non restare indietro, continui a farlo.
Questo ha un costo in termini di tempo e di denaro.

Si tratta di un vero e proprio capitale investito. Le ore spese a studiare, a ricercare, ad aggiornarsi, ad elaborare bozze e prototipi non sono immediatamente  fatturabili, ma hanno un enorme valore che viene in qualche modo recuperato sul guadagno dei futuri lavori portati da questa preparazione.

E questa è un’acconciatura da sposa realizzata completamente a mano da me, intrecciando fili di rame e cristalli a fiori freschi. Sapete quanto tempo è necessario per realizzare solo la base di questa coroncina? Diverse ore, con strumenti appositi. Ma solo perché altre ore, tante, sono state impiegate per apprendere la tecnica.

Spero di avervi lasciato con un interessante spunto di riflessione. Fatemi sapere cosa ne pensate e, se vi piace il mio blog, condividetelo!

Con amore

Danila

via Pinterest … non avrei saputo dirlo meglio <3

 

 

 

Danila Olivetti